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lunedì, 26 dicembre 2005
Qualche settimana fa ho finito di leggere (con notevole fatica e patimento devo dire) la versione originale di Cuore di Tenebra (ossia Heart of Darkness) e devo dire che è forse la prima volta che mi capita di trovare un libro che alla fine dei conti è inferiore al film. Ora, non sbilanciamoci troppo. Nel libro rimane la genialità di Conrad, creando un personaggio (Kurtz) del tutto al di sopra delle righe, al di là del bene e del male...ma come non si può restare affascinati dalle genialità di Brando nell'interpretare Kurtz e nel genio di Coppola nel trasferire la storia dall'africa nera di fine ottocento al vietman degli anni 60 senza che la storia patisca la minima flessione, la minima intaccatura, ma anzi ne esce ancora più rafforzata e arricchita...per la serie: bocca aperta
oggi passeggiavo, mio malgrado, in galleria mazzini, alla ricerca di spunti alla fiera del libro quando inciampo in una edizione bilingue (scontata del 20%...come resistere) dello stesso romanzo...in fondo rileggerlo in italiano non guasterebbe, sto per pagarlo, ci sono quasi, lo allungo verso il commesso, ma prima ne sfoglio le ultime pagine...e scopro che il traduttore si è preso la piccola libertà di tradurre la mitica frase "the horror, the horror" con "che orrore, che orrore" sconvolgendone il significato, il risultato e il valore...il libro è rimasto lì. A essere venuto via con me è stato invece l'ennesimo noir di manchette
sabato, 24 dicembre 2005
il senso del ridicolo
venerdì, 23 dicembre 2005
qualche giorno fa mi accingevo ad un parco pranzo in quel di lisbona. il cassiere mi da lo scontrino e io lo appallottolo con il resto in tasca. qualche giorno dopo estreggo degli spiccioli e lo scontrino mi ricapita in mano. e noto qualcosa che già avevo notato in uno scontrino, ma mai in italia. di quello che avevo mangiato il 12% mi era fumato in tasse. L'IVA insomma. quindi mi sono sorte due domande:
i) perchè in italia non dobbiamo sapere quanto denaro diamo giorno per giorno allo stato in termini di iva?
ii) perchè devo dare allo stato (porotghese) il 12% di quello che spendo per potermi nutrire? è forse un bene di lusso?
di ritorno a casa dopo alcuni mesi. per la prima volta mi scopro ritornato a genova senza averne davvero sentito la mancanza. per la prima volta mi ritrovo ad arrivare a genova e non essere assalito da ben note sensazioni. mi chiedo perchè, vado in giro, mi rendo conto che ormai sta diventando una città di coglioni, insomma una città come tutte le altre, non ha più quel non so che che ci faceva chiedere che sarà mai
si va per altri lidi
martedì, 20 dicembre 2005
da repubblica.it
"WASHINGTON - Un giudice federale ha deciso che il cosiddetto 'disegno intelligente' non può essere insegnato nelle classi di scienze delle scuole pubbliche negli Stati Uniti. Il verdetto è stato pronunciato ad Harrisburg, capitale della Pennsylvania.
Il giudice distrettuale John E. Jones III ha giudicato che il Consiglio scolastico dell'Area di Dover, in Pennsylvania, ha violato la Costituzione decidendo di inserire nei programmi di scienze il 'disegno intelligente', cioè il principio che la vita sulla Terra fu generata da una causa intelligente non identificata. Un principio che mira ad escludere le teorie di Darwin.
Otto famiglie fecero causa contro il Consiglio scolastico, che, nelle ultime elezioni, nel novembre scorso, è stato bocciato in blocco: la tesi dei ricorrenti era che il 'disegno intelligente' non è una vera e propria teoria scientifica, ma piuttosto un travestimento del creazionismo biblico che, quindi, viola la separazione costituzionale tra Chiesa e Stato.
L'insegnamento sul 'disegno intelligente' venne imposto agli studenti prima di seguire i corsi sull'evoluzione. La dichiarazione da sottoporre agli studenti dice che la teoria di Charles Darwin "non è un fatto" e ha "vuoti" che non sono stati ancora spiegati."
Sembra scontato, ma bisogna fare causa per evitare di imparare il creazionismo non va da sè che il creazionismo ("da una causa intelligente non identificata") sia una emerita stronzata, ma bisogna fare ricorso appellandosi alla laicità dello stato....a volte bisogna combattere gli stupidi per dimostrare l'evidenza.
E il creazionismo viene supportata da una ipotetica debolezza della teoria darwiniana. Come dire, non ci sono elementi scientifici sufficienti per dimostrarla appieno, a scarso di qualsiasi dubbio. Nella mia malata formazione scientifica so che tutto è un modello, ossia una buona approssimazione della realtà. Quindi va da sè che la teoria darwiniana abbia dei buchi. Quello che non riesco a capire è la stupidità di che vuole utilizzare questa tesi per affossare il darwinismo a discapito del creazionismo. Ora (forse la sto prendendo troppo larga) quello che vorrei chiedere è: quale sarebbe quindi la base scientifica del creazionismo?
La loro spiegazione sarebbe: perchè è giusto. Coloro a cui possa bastare questa affermazione a supporto di qualsiasi teoria (incluso il darwinismo) sono i più grandi coglioni che il creato possa incontrare.
venerdì, 16 dicembre 2005
C'è un candidato alla presidenza della repubblica portoghese (che non riuscirà mai a vincere) che mi sembra incredibilmente valido. Una ventata di novità politica...come in italia
giovedì, 15 dicembre 2005
....fossi stato il figliol prodigo non sarei mai tornato indietro....
perchè dovremmo considerare positiva la storia di un imbecille che non si è preso carico delle proprie responsabilità e delle proprie scelte e ha sempre qualcuno che gli para il culo?
....io al figliol prodigo gli avrei sparato....
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/persone/lapoparla/lapoparla/lapoparla.html
Mi sono sempre chiesto che valore abbiano determinate statistiche e determinati concorsi. del tipo: il migliore informatico, la migliore figlia, il migliore qua, la migliore là...mi pare chiaro che tali titoli vengono attribuiti a seguito di un concorso, di una selezione a cui bisogna iscriversi... e quelli che non partecipano? quelli che non vogliono schierarsi, mostrarsi, che non danno alcun valore ai premi ma preferiscono essere?
mercoledì, 14 dicembre 2005
riporto da 'la stampa' hitech
"Certo, il computer ha una mela e si riconosce per quello, ma com’è la faccia di chi possiede un Mac? A provato a dare una risposta Alberto Pucci, nel suo Facce da Mac, appena uscito da Mondadori con la prefazione di Diego Piacentini. Un piccolo e agile volumetto, che cerca di indagare le ragioni del successo di Apple e di spiegare come mai un computer possa avere dato vita ad una comunità di appassionati così ampia e fedele in tutto il mondo. E’ quello che Leander Kaheny ha chiamato, nel suo libro, il “cult of Mac”.
In Italia, racconta Pucci, la storia di Apple è cominciata nel 1979, in un negozio di Reggio Emilia che vendeva lavatrici. Fu il primo a portare nel nostro paese un Apple II; con stampante ad aghi, monitor e un programma gestionale era in vendita ad oltre sei milioni di lire.
Da allora molte cose sono cambiate, la ditta della Mela è cresciuta per tutti gli anni Ottanta, si è ritrovata sull’orlo del fallimento a metà dei Novanta, è rinata con l’introduzione dell’iMac prima e dell’iPod poi. Dietro il miracolo Apple c’è il presidente Steve Jobs, ma c’è anche uno stuolo di collaboratori infaticabili, innovatori visionari ed esperti di marketing, capaci di ideare campagne pubblicitarie memorabili (una su tutte: “Think different”) e di dare visibilità al marchio anche in modi non convenzionali, usando la musica, il cinema, lo spettacolo per portare i computer fuori dal grigio mondo dell’ufficio.
Ci sono riusciti? Pare proprio di sì, tanto che la galleria dei personaggi famosi intervistati in chiusura del libro di Pucci include esperti di computer e maghi di internet, ma è composta per lo più da personaggi dello spettacolo: Samuele Bersani, Irene Grandi, Maurizio Nichetti, Max Pezzali, Massimiliano Rosolino, Olivero Toscani e tanti altri. Com’è facile intuire leggendo il libro di Pucci, c’è però un altro segreto dietro il successo di Apple: una schiera di giornalisti appassionati, che ha sempre avuto un occhio di riguardo per tutto ciò che ha a che fare con Cupertino, non lesinando mai spazi e articoli. Come questo che avete appena letto"
ora a leggere la così detta schiera di personaggi famosi, quasi quasi verrebbe voglia di lanciare il mio pb dalla finestra, passi toscani, al limite bersani o nichetti, ma a me che rosolino o pezzali usino un mac mi pare un incidente di percorso
ps sulla totale mia costante dimenticanza dell'utilizzo delle maiuscole si veda la memorabile storia di e.e. cummings
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